Migranti, Viterbo (Sindacato di Polizia Adp): «Trieste non più isola felice, situazione sta diventando insostenibile»
Il sindacato Adp (Autonomi di Polizia) di Trieste, attraverso il suo segretario Tommaso Viterbo, sulla situazione migranti in Friuli Venezia Giulia:  «Questa organizzazione sindacale non ci sta più, oramai a Trieste se ne vedono di tutti i colori. La settimana scorsa la Polizia e i Carabinieri hanno effettuato la maggior parte degli Interventi per liti, risse con ubriachi dove erano coinvolti i “profughi”, i cosiddetti richiedenti asilo politico e rifugiati politici e che tanto per cambiare e non farci mancare nulla, il giorno 6 c.m. nei pressi del giardino pubblico di via Giulia, frequentato da bambini, famiglie e anziani ha coinvolto cittadini afgani in una rissa a seguito della quale è avvenuto un grave accoltellamento.
«Il sindacato di Polizia Adp per l’ennesima volta denuncia questa situazione che sta diventando sempre più insostenibile ed incontrollabile, senza che a tutt’oggi sia giunta una risposta in merito! Risposta che con i fatti spetta alle Istituzioni sia locali e sia del Governo. Una risposta che quanto meno è dovuta alla popolazione e a tutte quelle persone per bene che a Trieste hanno sempre vissuto negli anni in maniera civile, pagando le tasse e avendo rispetto del territorio».
«Adesso purtroppo Trieste non è più un’ “isola felice”, siamo invasi da coloro che ogni cittadino del Fvg con solidarietà doveva accogliere perché chiedeva aiuto. Come mai la Serrachiani, presidente del Fvg e vice segretario del Pd, non riusciva a capire che già certi amministratori pubblici, in particolare dell’isontino, ne rifiutavano l’ospitalità? E come mai sempre la stessa presidente Serracchiani affermava nel 2014 che «l’ “accoglienza” dovrebbe essere “un patrimonio comune” di questa terra, storicamente aperta agli altri, alle diversità, per cui “soprattutto in un momento così complesso, i piccoli e grandi egoismi sono fuori luogo” e “chiuderci in noi stessi è un errore”, un segno di scarsa civiltà specie – ha concluso Serracchiani – “in una terra che ha dimostrato di essere altra cosa»?
«Noi del sindacato Autonomi di Polizia non vogliamo credere che la Serrachiani, sia stata incoerente ma forse a distanza di tre anni, quando la situazione si è resa insostenibile, si è resa finalmente conto che è arrivato il momento di chiudere le maglie della sicurezza ed infatti dichiara che non accetterà che le nostre strade diventino luoghi dove si regolano i conti tra migranti. Forse si è accorta che le nostre strade oramai sono diventate libero sfogo per tutti. Ci abbiamo provato ma non è andata, bisogna correre ai ripari. Le Forze dell’Ordine che tempestivamente ed efficacemente intervengono ogni volta a riportare la calma e a far rispettare le leggi, si fanno sempre trovare pronte, certo forse col senno di poi, si poteva impedire il flusso senza regole precise, ancora in tempi non sospetti, almeno non saremmo arrivati a tanto.
Spettabile presidente Serrachiani forse è arrivato il momento di ascoltare la voce della gente comune e soprattutto dei sindacati di Polizia che da tempo stanno chiedendo risorse umane, mezzi e materiali per combattere questo dilagarsi di reati che sono purtroppo sempre in crescendo e forse è arrivato il momento di regolamentare il flusso dei migranti, anche chiedendo l’aiuto della Comunità Europea.
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