ARTICOLO 1

Il Territorio Libero di Trieste riceverà senza pagamento i beni italiani statali o parastatali situati nel Territorio Libero.
Ai sensi del presente allegato, sono considerati come beni statali o parastatali: i beni e le proprietà dello Stato italiano, delle collettività pubbliche locali, delle istituzioni pubbliche e delle società ed associazioni che sono proprietà pubblica così come i beni e le proprietà che abbiano appartenuto al partito fascista o ad organizzazioni ausiliare di tale partito.

ARTICOLO 2

Tutti i trasferimenti dei beni italiani statali o parastatali ai sensi del paragrafo 1 di cui sopra che siano stati effettuati dopo il 3 settembre 1943 saranno considerati come nulli e non avvenuti. Tuttavia questa disposizione non si applicherà alle operazioni legali corrispondenti all’attività corrente degli organismi di Stato o parastatali nei limiti in cui si tratti della vendita in condizioni normali, di merci che tali organismi producono o vendono abitualmente in esecuzione di accordi commerciali normali e nel corso normale di attività amministrative di carattere pubblico.

ARTICOLO 3

I cavi sottomarini appartenenti allo Sato italiano o ad organizzazioni parastatali italiane saranno sottoposti alle disposizioni del paragrafo 1 per quanto riguarda le installazioni terminali e le parti dei cavi trovantisi nelle acque territoriali del Territorio Libero.

ARTICOLO 4

L’Italia consegnerà al Territorio Libero tutti gli archivi e tutti i documenti appropriati presentanti un carattere amministrativo od un interesse storico e riferentisi al Territorio Libero od a beni trasferiti in esecuzione del paragrafo 1 del presente allegato. Il Territorio Libero consegnerà alla Jugoslavia tutti i documenti aventi il medesimo carattere e lo stesso interesse che si riferiscono al territorio ceduto alla Jugoslavia in esecuzione del presente Trattato e consegnerà all’Italia tutti i documenti dello stesso carattere o interesse che si riferiscono al territorio italiano e che possono trovarsi nel Territorio Libero.
La Jugoslavia si dichiara pronta a consegnare al Territorio Libero tutti gli archivi e tutti i documenti di carattere amministrativo che si riferiscono all’amministrazione del Territorio Libero e necessari a tale solo scopo, del genere di quelli che erano abitualmente conservati prima del 3 settembre 1943 dalle autorità locali, dalla giurisdizione delle quali dipendeva la regione che fa attualmente parte del Territorio Libero.

ARTICOLO 5

Il Territorio Libero non sarà tenuto a fornire alcun contributo per il Servizio del Debito Pubblico Italiano, ma dovrà assumere gli obblighi dello Stato Italiano nei riguardi i portatori di titoli di tale Debito che saranno, sia persone fisiche che conserveranno la loro residenza nel Territorio Libero, sia persone morali che vi conserveranno la loro sede sociale od il loro principale stabilimento, nei limiti in cui tali obbligazioni corrisponderanno alla parte di tale Debito di cui i titoli sono stati emessi prima del 10 giugno 1940 e che è imputabile ai lavori pubblici o ai servizi amministrativi civili di cui detto Territorio ha beneficiato, ma che non è imputabile né direttamente né indirettamente a scopi militari.
Qualsiasi giustificazione circa l’origine di tali titoli potrà essere domandata ai loro portatori. L’Italia ed il Territorio Libero determineranno attraverso accordi la parte del Debito Pubblico Italiano cui si riferisce il presente paragrafo ed i metodi da applicarsi per l’esecuzione di queste disposizioni.

ARTICOLO 6

Il regime futuro dei debiti esteri garantiti da privilegi gravanti sui beni o reddito del Territorio Libero sarà determinato da nuovi accordi che saranno conclusi fra le parti interessate.

ARTICOLO 7

L’Italia ed il Territorio Libero regoleranno mediante accordi speciali le condizioni in cui gli obblighi degli organismi italiani di assicurazioni sociali pubbliche o private, così come una parte proporzionale delle riserve accumulate da detti organismi, verranno trasferiti ad organismi analoghi del Territorio Libero.
Analoghi accordi conclusi tra il Territorio Libero e l’Italia così come tra il Territorio Libero e la Jugoslavia, regoleranno anche gli obblighi degli organismi di assicurazione sociale pubblici o privati la cui sede sociale trovasi nel Territorio Libero, nei riguardi dei titolari di polizze o di iscritti residenti rispettivamente in Italia o su di un territorio ceduto alla Jugoslavia in esecuzione del presente Trattato.
Il Territorio Libero e la Jugoslavia regoleranno parimenti attraverso accordi analoghi gli obblighi degli organismi di assicurazione sociale pubblici o privati, la cui sede sociale si trovi nel territorio ceduto alla Jugoslavia in esecuzione al presente Trattato, nei riguardi dei titolari di polizze o di iscritti che risiedano nel Territorio Libero.

ARTICOLO 8

L’Italia sarà tenuta ad assicurare il pagamento delle pensioni civili o militari acquisite alla data di entrata in vigore del presente Trattato al servizio dello Stato italiano o di collettività pubbliche italiane, municipali o locali, da persone che – in virtù del presente Trattato – acquistano la cittadinanza del Territorio Libero; tale obbligo si estende ai diritti a pensione non ancora maturati. L’Italia ed il Territorio Libero regoleranno attraverso accordi le condizioni in cui tali obblighi verranno soddisfatti.

ARTICOLO 9

I beni, diritti ed interessi dei cittadini italiani che hanno stabilito il loro domicilio nel Territorio Libero dopo il 10 giugno 1940 e quelli delle persone che optano per la cittadinanza italiana in virtù delle disposizioni dello Statuto del Territorio Libero di Trieste saranno per un periodo di tre anni dall’entrata in vigore del presente Trattato, rispettati nella medesima misura dei beni, diritti ed interessi dei cittadini del Territorio Libero in generale, a condizione che la loro acquisizione sia stata legale.
I beni, diritti ed interessi degli altri sudditi italiani e quelli delle persone morali di nazionalità italiana che sono situati nel Territorio Libero, purchè la loro acquisizione sia stata legale non verranno sottoposti che a quelle misure che venissero eventualmente ad essere applicate in modo generale ai beni delle persone fisiche e morali di nazionalità straniera.

ARTICOLO 10

Le persone che opteranno per la cittadinanza italiana e che stabiliranno la loro residenza in Italia, dopo pagamento dei loro debiti e delle tasse che gravassero sopra di loro nel Territorio Libero, saranno autorizzate a portare con loro i propri beni mobili ed a trasferire i fondi che posseggono a condizione che questi beni e questi fondi siano stati acquisiti legalmente. Il trasferimento dei beni non verrà colpito da alcun diritto di esportazione o di importazione. Tali persone saranno autorizzate, inoltre a vendere i loro beni mobili ed immobili nelle medesime condizioni dei sudditi del Territorio Libero.
Il trasferimento dei beni in Italia si effettuerà in condizioni che non siano in contrasto con la Costituzione del Territorio Libero e nei modi che verranno fissati attraverso un accordo fra l’Italia ed il Territorio Libero. Pure attraverso accordi verranno stabiliti le condizioni ed i termini entro i quali verrà effettuato il trasferimento dei fondi, ivi compreso il prodotto delle vendite.

ARTICOLO 11

I beni, diritti ed interessi esistenti in Italia alla data d’entrata in vigore del presente Trattato che appartenevano ad ex cittadini italiani, residenti nel Territorio Libero e divenuti cittadini del Territorio Libero in virtù del presente Trattato, saranno rispettati dall’Italia nella medesima misura che i beni, diritti ed interessi dei cittadini italiani in generale e ciò per un periodo di tre anni dall’entrata in vigore del presente Trattato.
Tali persone saranno autorizzate ad effettuare il trasferimento e la liquidazione dei loro beni, diritti ed interessi nelle condizioni previste al paragrafo 10 di cui sopra.

ARTICOLO 12

Le società costituite conformemente alla legislazione italiana e la cui sede sociale è situata nel Territorio Libero, che desiderano trasferire la loro sede sociale in Italia o in Jugoslavia, dovranno egualmente essere trattate conformemente alle disposizioni del paragrafo 10 di questo allegato, a condizione che più del 50 per cento del capitale della società appartenga a persone residenti normalmente fuori del Territorio Libero od a persone che trasferiscano il oro domicilio in Italia od in Jugoslavia.

ARTICOLO 13

I debiti delle persone residenti in Italia o sul territorio ceduto alla Jugoslavia verso le persone residenti nel Territorio Libero o quelli delle persone residenti nel Territorio Libero verso persone residenti in Italia o su di un terreno ceduto alla Jugoslavia, non saranno compromessi dalla cessione. L’Italia, la Jugoslavia ed il Territorio Libero s’impegnano a facilitare il regolamento di tali obblighi. Ai fini del presente paragrafo il termine “persone” si applica alle persone morali.

ARTICOLO 14

I beni situati nel Territorio Libero, appartenenti ad una qualunque delle Nazioni Unite od ai suoi sudditi e che non fossero ancora liberati dal sequestro o da misure di controllo alle quali fossero stati sottoposti dall’Italia o che non fossero stati restituiti ai loro proprietari, saranno restituiti nelle condizioni nelle quali si trovano attualmente.

ARTICOLO 15

L’Italia restituirà i beni che sono stati illegalmente asportati dal Territorio Libero dopo il 3 settembre 1943 e portati in Italia, l’esecuzione di tale obbligo sarà regolata dai paragrafi 2, 3, 4, 5 e 6 dell’articolo 75, salvo per quanto riguarda i beni facenti oggetto di altre disposizioni del presente allegato.
Le disposizioni dei paragrafi 1, 2, 5 e 6 dell’articolo 75, si applicheranno alla restituzione da parte del Territorio Libero dei beni asportati durante la guerra dal Territorio di una qualunque delle Nazioni Unite.

ARTICOLO 16

Entro il più breve termine possibile l’Italia restituirà al Territorio Libero qualsiasi nave in possesso dello Stato o di sudditi italiani che, al 3 settembre 1943, apparteneva a persone fisiche residenti nel Territorio Libero e che acquistano la cittadinanza del Territorio Libero in virtù del Presente Trattato, o a persone morali di nazionalità italiana che hanno e che conserveranno la loro sede sociale nel Territorio Libero, eccezion fatta delle navi che hanno formato oggetto di una vendita effettuata in buona fede.

ARTICOLO 17

Fra l’Italia ed il Territorio Libero, così come tra la Jugoslavia ed il Territorio Libero, verranno conclusi accordi per ripartire in modo giusto ed equo i beni di qualsiasi collettività pubblica locale esistente ed il cui territorio si trovi diviso da una frontiera stabilita in virtù del presente Trattato e per assicurare la continuazione a favore degli abitanti di quelli fra i servizi comunali che non sono espressamente indicati da altre disposizioni del Trattato.
Analoghi accordi saranno conclusi per dividere in modo giusto ed equo il rotabile ed altro materiale ferroviario così come l’attrezzatura dei bacini e dei porti ed i battelli destinati al loro servizio; altri accordi regoleranno parimenti qualsiasi altra questione di ordine economico che rimanga in sospeso e che non sia stata contemplata dal presente allegato.

ARTICOLO 18

Malgrado il trasferimento di sovranità e malgrado tutti i cambiamenti di cittadinanza che ne deriveranno, i cittadini del Territorio Libero continueranno a godere in Italia di tutti i diritti di proprietà industriale, letteraria ed artistica cui potevano aver diritto sotto il regime della legislazione in vigore in Italia al memento del trasferimento.
Il Territorio Libero riconoscerà i diritti di proprietà industriale, letteraria ed artistica che esistevano nel Territorio Libero sotto il regime delle leggi italiane in vigore al momento del trasferimento o che dovranno essere ristabiliti o restituiti in conformità alla parte A dell’allegato XV del presente Trattato, e darà effetto a tali diritti. Tali diritti resteranno in vigore nel Territorio Libero per il periodo nel quale sarebbero rimasti in vigore sotto il regime delle leggi italiane.

ARTICOLO 19

Qualsiasi controversia che potesse sorgere per l’esecuzione delle disposizioni del presente allegato sarà regolata nei modi previsti dall’art. 83 del presente Trattato.

ARTICOLO 20

I paragrafi 1, 3 e 5 dell’articolo 76, l’articolo 77, il paragrafo 3 dell’articolo 78, l’articolo 81, la parte A dell’allegato XV, l’allegato XVI e la parte B dell’allegato XVII si applicheranno al Territorio Libero di Trieste nello stesso modo che in Italia.

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