ALLEGATO IX
Disposizioni tecniche relative al Territorio Libero di Trieste (vedi Articolo 21)
A. Approvvigionamento idrico dell’Istria nord.occidentale
La Jugoslavia continuerà ad approvvigionare la regione dell’Istria nord-occidentale, entro il Territorio Libero di Trieste, con acqua proveniente dalla sorgente di San Giovanni de Pinguente, attraverso il sistema di approvvigionamento idrico del Quieto e dalla sorgente di S. Maria del Risano, attraverso il sistema di approvvigionamento idrico del Risano. L’acqua da fornirsi così, sara in quantità – che non superi sensibilmente quella abitualmente provveduta alla regione – ed al ritmo di flusso, che il Territorio Libero sarà per richiedere, sempre peraltro entro i limiti imposti dalle condizioni naturali. La Jugoslavia assicurerà la manutenzione delle condutture, dei bacini, delle pompe, dei dispositivi di purificazione delle acque e degli altri impianti in territorio jugoslavo, che possano essere necessari per assolvere le suddette obbligazioni. Una temporanea tolleranza rispetto a tali obbligazioni dovrà essere consentita alla Jugoslavia, per le necessarie riparazioni dei danni di guerra sofferti dalle installazioni per l’approvvigionamento idrico. II Territorio Libero pagherà, per l’acqua cosi fornita, un prezzo ragionevole, che rappresenti il suo contributo proporzionale, basato sul quantitativo d’acqua consumato entro il Territorio Libero, rispetto al costo totale di funzionamento e di manutenzione dei sistemi di approvvigionamento idrico del Quieto e del Risano. Nel caso in cui il Territorio Libero abbia bisogno in futuro di forniture supplementari d’acqua, la Jugoslavia s’impegna ad esaminare la questione assieme alle autorità del Territorio Libero e ad adottare di comune accordo quelle ragionevoli misure che siano necessarie per soddisfare detti bisogni.
B. Forniture di energia elettrica
1. La Jugoslavia e l’Italia manterranno le attuali forniture di energia elettrica a favore del Territorio Libero di Trieste, fornendo. ad esso quei quantitativi e que. ritmo di fornitura che il Territorio Libero sara per richiedere. I quantitativi d’energia forniti non dovranno superare sensibilmente, all’inizio, i quantitativi normalmente messi a disposizione della zona compresa nei confini del Territorio Libero, ma l’Italia e la Jugoslavia, a richiesta del Territorio Libero, dovranno fornire crescenti quantitativi in relazione alle crescenti esigenze del Territorio Libero, a condizione peraltro che ogni aumento di più del 20% rispetto al quantitativo normalmente fornito al Territorio Libero dalle diverse fonti, formi l’oggetto di un accordo tra i Governi interessati.
2. Il prezzo che sarà fissato dalla Jugoslavia o dall’Italia e che sarà pagato dal Territorio Libero per l’energia elettrica ad esso fornita, non potrà essere superiore al prezzo fissato in Jugoslavia o in Italia, per la fornitura di uguali quantitativi di energia idroelettrica prodotta dalle stesse fonti in territorio jugoslavo od italiano.
3. La Jugoslavia, l’Italia e il Territorio Libero, si scambieranno continuamente informazioni concernenti il flusso, le riserve di acqua e la produzione di energia delle centrali che alimentano l’antico compartimento italiano della Venezia Giulia, in modo che ognuna delle tre parti possa essere in condizione di determinare il rispettivo fabbisogno.
4. La Jugoslavia, l’Italia e i Territorio Libero manterranno in buono stato di funzionamento tutte le centrali elettriche, le linee di trasmissione, le sottostazioni e le altre installazioni necessarie per assicurare l’approvvigionamento continuato di energia all’antico compartimento italiano della Venezia Giulia.
5. La Jugoslavia provvederà che gli impianti esistenti o che possano venire in futuro costruiti nella zona dell’Isonzo (Soca) per la produzione di energia elettrica siano utilizzati in modo che i quantitativi d’acqua di cui !’Italia abbia bisogno periodicamente per irrigare la regione compresa tra Gorizia e la costa adriatica a sudovest di detta cittA, possano essere prelevati dal!’Isonzo (Soca). L’Italia non potrA rivendicare il diritto di utilizzare l’acqua dell’Isonzo (Soca) in quantitativi maggiori o in condizioni più favorevoli di quelle abituali per il passato.
6. La Jugoslavia, l’Italia e il Territorio Libero dovranno negoziare fra loro ed adottare una convenzione che sia accettabile da tutte le parti e sia conforme alle disposizioni di cui sopra, per assicurare che il sistema elettrico che serve l’antico compartimento italiano della Venezia Giulia possa continuare a funzionare. Una Commissione mista, nella quale i tre Governi saranno rappresentati su una base di parità, sarà istituita per presiedere all’esecuzione delle obbligazioni risultanti dai paragrafi da 1 a 5, di cui sopra.
7. Allo scadere di un periodo di dieci anni dall’entrata in vigore del presente Trattato, la Jugoslavia, l’ltalia e il Territorio Libero riesamineranno le disposizioni che precedono alla luce delle condizioni in allora esistenti, allo scopo di determinare quali delle obbligazioni di cui sopra siano eventualmente non più necessarie e vi apporteranno quelle modifiche, soppressioni od aggiunte, che le parti interessate fra loro convenissero. Ogni controversia che possa sorgere in sede di detto riesame, dovrà essere regolata secondo la procedura prevista dall’Articolo 87 del presente Trattato.
C. Disposizioni per facilitare il traffico locale di frontiera
La Jugoslavia ed il Territorio Libero di Trieste, e l’Italia e il Territorio Libero di Trieste, dovranno entro un mese dall’entrata in vigore del presente Trattato, intraprendere negoziati, in vista di concludere intese allo scopo di facilitare il passaggio attraverso la frontiera tra il Territorio Libero e le zone adiacenti di Jugoslavia e d’Italia, di generi alimentari e di altre categorie di merci che hanno formato abitualmente oggetto di scambi locali tra dette regioni, a condizione che si tratti di derrate o merci prodotte o fabbricate nei territori rispettivi. Detti scambi potranno essere facilitati da opportuni provvedimenti, compresa l’esenzione entro determinati limiti di quantità o valore, da diritti, dazi doganali e tasse di qualsiasi genere sull’importazione e sulla esportazione, quando i prodotti sopraddetti rimangano nel commercio locale.

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